Patrocinio a spese dello Stato, l’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia: no a trattenute senza limiti sui compensi degli Avvocati, a rischio la difesa dei non abbienti
17 Ottobre 2026
L’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia chiede che anche agli Avvocati siano garantite le stesse tutele riconosciute agli altri creditori delle pubbliche amministrazioni. Nel mirino c’è l’art. 48-bis, comma 1-ter, del D.P.R. 602/1973, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. La norma obbliga le pubbliche amministrazioni a verificare eventuali pendenze fiscali del professionista prima di pagarne i compensi. Lo fa senza alcuna soglia minima, mentre per la generalità dei creditori il controllo scatta oltre i 5mila euro. In presenza di cartelle non saldate, le somme vengono trattenute integralmente e versate all’Agente della Riscossione, senza le garanzie sul minimo vitale previste per i pignoramenti. Il meccanismo si applica anche ai compensi maturati dagli Avvocati per il patrocinio a spese dello Stato e per le spese di giustizia.
Con la delibera approvata dall’assemblea del 17 ottobre, l’Unione condivide integralmente le iniziative del Consiglio Nazionale Forense, dell’Organismo Congressuale Forense e dei Consigli dell’Ordine per la revisione della norma. Al Ministero della Giustizia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze chiede due cose:
la sospensione del comma 1-ter per i pagamenti legati al patrocinio a spese dello Stato e alle spese di giustizia;
direttive agli uffici giudiziari che garantiscano liquidazioni tempestive e limitino le trattenute alla sola quota pignorabile prevista dal codice di procedura civile, come avviene per tutti i cittadini.
Secondo l’Unione, la norma presenta profili di incostituzionalità rispetto agli articoli 3, 24, 35 e 97 della Costituzione. Ritiene irragionevole la disparità di trattamento con gli altri creditori delle pubbliche amministrazioni e vede un rischio per la continuità della difesa dei non abbienti.
L’assemblea ha dato mandato al presidente, Avvocato Rosario Pizzino, di chiedere un incontro urgente con i Presidenti delle Corti d’Appello e con i Procuratori Generali della Sicilia. L’obiettivo è individuare prassi condivise che evitino la paralisi dei pagamenti. L’Unione sosterrà inoltre eventuali azioni giudiziarie coordinate con i Consigli dell’Ordine, compresi i ricorsi alla giustizia amministrativa e le questioni di legittimità costituzionale. Gli Ordini siciliani sono invitati a diffondere la delibera e a raccogliere le segnalazioni di blocchi indebiti dei pagamenti.
«Anche agli Avvocati vanno applicate le guarentigie riconosciute a tutti i cittadini: piena condivisione alle richieste di modifica dell’art. 48-bis formulate da CNF e OCF», dichiara l’Avvocato Vincenzo D’Anna, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta e componente del direttivo dell’Unione.
Lo stesso giorno l’Unione ha trasmesso al Ministro della Giustizia una nota sulla circolare relativa ai termini di opposizione ai decreti di pagamento dei difensori. Chiede di chiarire che la pendenza di quei termini non sospende il pagamento: per bloccarlo serve uno specifico provvedimento del giudice. «Una circolare non si sostituisca alle norme di diritto processuale», sottolinea D’Anna.
Con una precedente nota del 28 settembre, indirizzata anche ai Presidenti delle Corti d’Appello e dei Tribunali siciliani, l’Unione ha contestato alcune prassi adottate dalle cancellerie sulla piattaforma SPEdiGIUS. Tra queste, l’attesa del passaggio in giudicato e la richiesta di documenti non previsti dalla legge. «Gli Avvocati non si sottraggono alla collaborazione con l’amministrazione della giustizia», aggiunge D’Anna. «Ciò deve avvenire solo attraverso protocolli d’intesa con i COA territorialmente competenti».
Infine, l’Unione ha sottoscritto una convenzione con Lexroom, società che offre servizi di ricerca legale e redazione di atti basati sull’intelligenza artificiale. Gli Avvocati iscritti agli Ordini siciliani avranno uno sconto di 200 euro sugli abbonamenti annuali, tramite un codice promozionale dedicato. La convenzione ha durata di 90 giorni.

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